Pagine di Diario

Wrote at 19:03

 


Una sensazione mi sconvolge la mente
Un brivido mi pervade il corpo
Quando le tue mani mi sfiorano
Quando la tua bocca divora
        Ogni centimetro della mia pelle
Desiderio di urlare
Quando ti ami
Quando desideri starti vicina
Caldi sospiri si innalzano nell’aria
Sfiorando le corde già tese della passione
Riuscire a fermarsi,
ma la mia mente è gia cedevole
il mio corpo uno strumento
nelle tue mani
Mentre le barriere già incrinate del mio Io
Si disintegrano
Come una goccia di cristallo sul duro marmo

 

 

Scritto da naranya

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Wrote at 16:01

 




Affonda la lama, uccidimi...
Ma smettila di ferirmi cosi Kilena.


- Sapessi piccola mia....-
 

 

Scritto da naranya

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Wrote at 23:05

 


Pagine di diario, strappate, vengono attaccate all'inizio di un quaderno rilegato di pelle...
Sono pagine vecchie, pensieri di un anno già passato.


Venezia, giorni di Aprile 1726.


Una nuova citta dove nessuno ci conosce.... Hai visto come è bella Kilena?

- Sontuosa direi, sciabordio d'acqua e strana ed inutile lusso. Ricordati la pietà Varyena-

Non la conosco Soeur.

-Davvero?-

Ricordi le fiamme delle candele?
Sono ormai spente.

Eccoti finalmente. Ben trovata.
Nuovamente su questo foglio, vergare parole
Soeur, con quell'aria da semplice foglio macchiato da mille storie, subito cancellate...
...come state?

-
Pur se la mente è sconvolta la vita continua...-

Vi sono mancata? Non potete negarlo, mia cara, mi conoscete ormai...
Penso stranamente, forse un pò in maniera troppo contorta... siamo simili, noi due.

Amorevoli sorelle credo, separate da una vita troppo crudele. Ma va bene lo stesso così.

Mi siete Mancata.

-Anche voi.-

-----------------------------------------------

12 Aprile 1726


Questa notte ho preferito rimanere in questa stanza in affitto, celandomi dietro le coltri di un letto traballante.

-Perchè mai Varyena?-

Non lo so, non lo so proprio. Desideravo morire...Non so se capisci Kilena

-Si capisco-

-----------------------------------------------------

20 Aprile 1726

Ecco venire il tempo che vibrando sullo stelo ogni fiore
svapora come un incensiere; i suoni e i profumi volteggiano
nell'aria della sera; valzer malinconico e languida vertigine.
Ogni fiore svapora come un incensiere; il violino freme
come un cuore straziato;bassa danza malinconica, languida
vertigine! Il cielo è triste e bello come un grande altare.
Il violino freme come un cuore straziato, un cuore tenero
che odia il nulla vasto e nero! Il cielo è triste e bello come
un grande altare; il sole annega nel suo sangue che si raggruma.
Un cuore tenero che odia il nulla vasto e nero raccoglie
ogni vestigio del luminoso passato! Il sole s'è annegato
nel suo sangue che si raggruma, il tuo ricordo in me riluce
come un ostensorio.

Non dovevo scrivere vero?

-No Varyena, non dovevate, scrivere fa male... Soprattutto a voi.-


----------------------------------------------------------

P.S
Mai vista una città con tanta gente allegra e sorridente...
Sarà una malattia?

-Si mia cara, è come una peste che si innesta nelle menti portando sul volto la paralisi di un sorriso.-

Terribile, Kilena Provo disgusto ad uscire....

----------------------------------------------------------

29 Aprile 1726


Ditemi sorella, secondo voi sono pazza?

-No Varyena, non lo siete.-

Molti uomini però lo pensano...
- Gli uomini. Strani esseri. Li odio tutti.-
Odio anche te Kilena.

- Vi odio anch'io Varyena
Buonagiornata.-

----------------------------------------------------------

1 Maggio 1726


Sibila la viola acuta e tenera,
si lamenta dal profondo il corno,
luccicano le dame variopinte e ricche
sotto lo scintillìo delle luci.

- Ricordate Varyena? C'eravamo anche noi...-

Chiudo i miei occhi in silenzio:
vedo un albero nella neve
sta da solo ed ha ciò che vuole,
la sua propria felicità, la sua propria pena.

Angosciata lascio la sala
e dietro di me si perde il rumore
fra piacere e tormento
e senza slancio.

Cerco il mio albero nella neve,
vorrei avere ciò che lui ha,
la mia propria felicità. la mia propria pena,
queste saziano l'anima.

-Non lasciatemi...poichè la solitudine non merita...-


Ho scrutato in quegli occhi ieri notte, un mare in tempesta che si placa ammantandosi di solitudine
Vi è Parso strano a voi? Ho forse parlato troppo?

- Si...Dovete imparare a tacere...-

------------------------------------------------------------

3 Maggio 1726


Kilena avete visto Narciso rischia di cadere secondo voi?

- No Varyena, rischiate di cader voi con la vostra ingenuità -

Vi prego non trattatemi cosi soeur, sola, sola...
L'aria diviene irrespirabile attorno a me e voi!
Avevate giurato che se avessi lasciato Kiev mi avreste lasciato in pace.
E' una nuova vita Kilena. Non canterò più.

- Rido, siete stupida e ridicola con le vostre lacrime-

E' rabbia. Dolore e rabbia.
Vi ucciderò se occorrà. Lasciatemi cogliere quel Narciso

-Morirete voi di certo, prima -

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-

{Fra le pagine alcune pergamene ripiegate accuratamente}

Mia dama
attendo il giorno che mi vedra' suggere dalle vostre labbra l'ambrosia della passione. Lasciatevi andare al fuoco dell'istinto, lasciate che assapori la vostra essenza cosi' mistica e sconosciuta per la mia arte. Ma badate a non farmi attendere troppo.
Sempre Vostro
Narciso


-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-

Mia dama ai morsi solitamente prediligo i baci. Non lasciatevi ingannare, sono ingordo ma il mio verbo e' "godere". Riservate il vostro presunto veleno agli sciocchi, io voglio bruciare e consumare la vita per il mio puro, appagante, assoluto, piacere.

Narciso


Un commento vergato a piè di pagina ove le pergamene sono riposte

{5 Maggio 1726}


Desidero
Desidero...
- STATE ZITTA MEGERA! -
Non ridete di me.

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-

7 Maggio 1726


Non posso farlo, non riesco.
Non posso tornare a cantare.
Ogni nota è una stilla di sangue, che esce poiche io desidero che esca.
Dolore. Troppo. Follia..la mia.
Un bacio. Il suo.

- Smettetela di scrivere Varyena -

Possessivamente del mio Narciso.


§§§§§§§§§§§

Lasciate colare il vostro bacio
come una fonte -
filo fresco nella tazza
del mio cuore!

Il mio cuore, poi, sognando,
vi restituirà, doppia, l'acqua del vostro bacio,
dal canale del sogno,
da sotto la vita.

E l'acqua del vostro bacio
- o nuova aurora della fonte!
sarà eterna,
perché il mio cuore sarà la sua sorgente.

§§§§§§§§§§§

NO non amo.... Desidero.

- Disillusa -


------------------------------------------------------------
{pergamena piegata fra le pagine del diario}

Grandi misteri abitano
la soglia del mio essere,
la soglia dove esitano
grandi uccelli che fissano
il mio tardivo andar aldilà di vederli.

Sono uccelli pieni di abisso,
come ci sono nei sogni.
Esito se scandaglio e medito,
e per la mia anima e' cataclisma
la soglia dove essa sta.

Allora mi sveglio dal sogno
e mi rallegro della luce,
seppure di malinconico giorno;
perché la soglia è paurosa
e ogni passo e' una croce.

Narciso


-----------------------------------------------------------------

10 Maggio 1726


Mi dolgo nel dirlo, ma mi manca....

-----------------------------------------------------------------

29 Maggio 1726

{tremula la scrittura, sbavata in più punti come se fosse guidata dall'ira, dalla fretta o da uno sconvolgimento che non è capace a controllare}

Stupida! Sono solo una stupida incatenata con lacci di cristallo che non riesco a infrangere.
Il suo profumo, muschio, cuoio, sudore, uomo.
Le sue labbra...e la mia stupidità a coronare il tutto sommergendolo di inutili congetture.
Desiderare per essere desiderata.

-Desideri Varyena?-

Sta zitta Strega. Arpia. Parca malvagia che attenti alla mia vita in ogni istante. Ribolle il mio cuore nel sentirti. Ti odio ti ripudio Kilena. Vattene. Lasciami in pace.
Non toccare Narciso.

- Siete una bambina Varyena, siete mia adesso. Vedrete che vi passerà-

Zitta!
Devo farmi capire. Devo riuscire a spiegargli il perchè....

-------------------------------------------------------------------
Cosa ho fatto?

- Ciò che è giusto! -

Cosa avete fatto fatto?

- Sorrido Varyena, della tua rabbia-

Malefica Sgualdrina, avete fatto si che versassi il suo sangue perche?
PERCHE'... Mi odierà adesso.

- Non avete goduto della sua sofferenza? Non gli avete fatto pagare per quello che ti ha fatto? -

Kilena non era lui...perchè...perchè...
E' MORTO! CHI MI HA FATTO DEL MALE E' MORTO!

- No sorella, ogni uomo vuol farti del male. Ed io non lo permetterò!

La musica Kilena, la musica per la quale ancora vivo... lui l'aveva capito.
Lui è diverso, non aveva paura
Aveva suggerito cosa fare.
Aveva stretto le sue braccia attorno a me.
Aveva ascoltato la mia voce è il mio dolore.
Ed io l'ho colpito.

- Avete fatto bene... -

Voi non capite Soeur, voi siete pazza e non capite.
Io lo amo. Lui mi ha maledetto.

- Per questo non posso permettervelo-

---------------------------------------------------------------
[Tre missive posate fra le pagine del diario macchiate in più punti di rosso scuro. A più di pagine poche righe vergate con scrittura incerta e sofferente.]

Eco
la tua disperazione e' giunta a traviarmi, a lacerarmi le carni. Perche' vivi in questa realta' confusa? giaccio con la spalla ferita dal tuo pugnale e la tua lama conficcata nella mia profonda compassione, sei tu la vittima, vittima di te stessa. Portero' a vita i segni della tua angoscia, ben visibili sulla pelle. Piccola, sfortunata dama, qual punizione peggiore dello scappare da se stessi? l'io che t'imprigiona tornera' ad arrestarti ma io non permettero' che altri ti leghino i polsi e che sia la vita stessa a decidere della tua sorte.
§§§§§§


Le vostre omelie non m'interessano, siete creatura infernale

§§§§§§

Stupida donna intrisa di calunnie e deliri a cosa serve il vostro addio? voi siete gia' morta, uccisa da voi stessa. abbracciate il fantasma di cio' che eravate e scompaginate l'ordine della vostra vita dipingendola con l'acume dei vostri fallimenti. Io, vi perdono, perche' voi stessa provvederete a condannarvi. siete prigioniera.


------------------------------------------------------------

Faccio parte dell'inferno. Lui ha ragione.
Che Dio mi perdoni per non essere riuscita a portare il mio compito alla fine...
Sto male. Devo riposare, ma non oso. Gli incubi mi tormentano.


------------------------------------------------------------

3 Giugno 1726


Avete visto che l'accordo funziona?
Io non vi ho uccisa Sour e voi state buona.

-Probabilmente hai ragione Varyena, ma solo stavolta.-

Adesso viviamo in un bel posto, accanto a lui.
Ci ha regalato una splendida collana. Andate a dormire adesso ho qualcosa da scrivere, nulla di cui possiate preoccuparVi.

- Buonanotte Soeur -

Notte Kilena.

§§§

Dorme...
dopo l'ultimo scambio di missive sono andata al teatro.
Sapevo di trovarlo li e seppure a stento mi reggevo in piedi
{Il mio piccolo ricatto a Kilena mi è costato molto sangue}
Era in compagnia di due donne, ma desideravo parlare senza curarmi di ciò che potessero pensare di me.
Un tentato suicidio, una sbronza ed i sensi di colpa che mi attanagliavano erano già abbastanza per dovere rimanere ancora cosi in quello stato.
Mi ha risposto duramente, con ira, mi ha trattato come un'assassina.
Poi non so cosa è accaduto: forse Kilena è andata via, forse si è arresa o forse ha visto in lui una fonte potenziale di piacere e benessere.
Non riuscivo a smettere di piangere e ancora adesso se chiudo gli occhi ricordo il suo sapore ed il suo profumo.
Ho letto cosa ho scritto prima in un momento di rabbia con Lei,
non so se confermo quanto ho scritto o se mi associo all'idea trasformandola in qualcosa di irreale.
Mi ha chiesto di rimanere al teatro, l'ho fatto.
Devo tornare ai giardini per recuperare il violino....

-----------------------------------------------------------------

Anno Domini 1726, 4 giugno.


Nel dolore si riesce a trovare il vero senso delle cose.
Mi sono svegliata, lui dorme ancora..
Anche Kilena riposa.
Desiderava conoscere la mia essenza, il mio Io profondo.
Abbandonarsi, in un letto disfatto macchiato di sangue...il mio..
mentre la rabbia e la frustrazione di entrambi pareva avessero preso il soppravvento.
Sino al momento della passione, una passione violenta che annebbia i ricordi, che annebbia il tempo e il mondo esteriore.
Che annulla me, annulla Kilena, annulla egli stesso.
E lascia solo l'inebriante profumo dei sensi.

§§§§§§§§

Soffro sotto il suo sguardo, inquisitore, crudele, dolce, appassionato, colmo di meraviglia nei momenti sereni, di furora quando l'oscurità di una tempesta si abbatte su di me, su di lui.
Soffro di quella maschera che egli ammira sul mio volto, della mia mutevole capacità di cambiare, del mio non essere mai uguale, imprevedibile in ogni istante e di quella gioia che sento in fondo a lui ripullulare di continuo come una scaturigine perenne per una vita che esiste, vera, reale, al di fuori dei nostri incontri, al di fuori di tutto e che gli dona soddisfazioni, come l'Arte stessa di cui egli fa parte.
Soffro in tutta me stessa, della mutabilità che hanno i suoi lineamenti, della strana virtù mimetica che possiedono i muscoli del suo volto, e di quell'arte involontaria che regola il significato di ogni suo gesto: che sia dettato dall'istinto, dalla ragione, dalla passione stessa, tutto par trovare giustificazione in Lui.
Soffro per quell'ombra espressiva che tante volte in un minuto di silenzio ansioso, dato dalla scena, dato da un evento, dato dal semplice scorrere del tempo, egli sa mettere sulla sua faccia come uno stupendo velo di dolore.
Crudelmente soffro per quella mano che adoro: per quella mano cosi delicata e nobile, che pur con un dono o con una carezza è capace di farmi tanto del male e per il suono, aspro della sua voce, che mortifica e taglia a brandelli la mia anima lasciandomi naufraga alla ricerca dei cocci.

Soeur ben svegliata, volete dell'Assenzio?

- Si... -

§§§§


Non riesco a smettere di scrivere.
Non ho voglia di nulla...solo ...solo

- Soeur, non tormentateVi con queste inutilità.-

Fuggita da un dramma...il mio con la fedeltà eroica di Antigone, il furore fatidico di Cassandra, la divorante febbre di Fedra

- ...e la ferocia di Medea -

Si, e la ferocia di Medea, il sacrifizio di Ifigenia,la tenacia di Orontea, l'ingenuità di Elena, Mirra dinanzi al padre, Polissena e Alceste dinanzi alla morte, Semiramide crudele, Cleopatra volubile come il vento e la vampa sul mondo.

- Lady Macbeth veggente carnefice dalle piccole mani e i grandi gigli imperlati di rugiada e lacrime -

e Giulietta, Miranda e tutte le altre, dolci, magnifiche sono in me, abitano il mio corpo, balenano per le mie pupille, respirano per la mia bocca che spesso sa di miele e di veleno.

- Non dimenticatevi di me...Varyena-

No, Kilena non dimentico.


 

 

Scritto da naranya

| Qualche commenti ?


Wrote at 23:57

 




Passione.
Amore
Disperazione.
Non dovevo....
Non dovevo...
Non dovevo...

Perchè sono tornata a Venezia?
Perchè hai permesso che lo facessi?

- Sei stata tu a volerlo Soeur -

Perchè hai lasciato che spezzassi tutte le difese?
Perchè gli hai permesso di amarmi e farmi del male per ciò....

- Da tempo al tempo Soeur....ci sarà modo per vendicarTi -


NON VOGLIO....
Perchè lo amo...
Perchè mi ama...

- Mente....tutti gli uomini lo fanno -

Ti prego. Kilena ti supplico. Sta Zitta!
Voglio che ti sbagli, almeno per questa volta.


 

 

Scritto da naranya

| Qualche commenti ?


Wrote at 15:35

 



 

 

Scritto da naranya

| Qualche commenti ?


Wrote at 23:21

 




Narciso.... Siete il mio inferno ed il mio paradiso.....
So di essere folle....ma so il dolore che provo nello starvi lontana...
Ho paura di non saperLa controllare.
Ho paura di farvi del male.

Come vorrei trovare la forza di cancellare tutto ed annegare....
In quel fiume...

 

 

Scritto da naranya

| Qualche commenti (2)?


Primi giorni di Febbraio Secondo anno

Wrote at 22:24

 


[Due lettere riposte fra le pagine del quaderno ingiallito, stropicciate, bagnate di lacrime]

Mia Dama

La vostra lontananza si fa sentire, soffoco. Tornate al Grimani e traviatemi ancora con la vostra assurda follia, ho voglia di voi, dei vostri graffi, della vostra pelle. Potrei dimenticarvi, non permettete che si realizzi tale scempio.

Narciso

---------------------------------------------------------------------------------
Se a breve non farete ritorno, questa volta non vi cerchero' e aboliro' dalla mia mente ogni pensiero che vi riguarda, vi dimentichero' madama... per sempre


_________________________________________


Ho bisogno....Ho bisogno....
Devo tornare.


- Zitta!!!!-
 

 

Scritto da naranya

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Strappi di vita

Nell'interludio la cantatrice chinava il capo giovenile, pareva rimanere esanime come un simulacro, bianca nella selva degli strumenti, tra il moto alterno dei lunghi archi, forse inconsapevole del mondo che il suo canto in qualche attimo aveva trasfigurato.

A te

Ecco un bacio, profondo, intenso, mentre il veleno gioisce per la facile vittoria. Un ironico sorriso d'intesa, brevi pensieri per chi fu, miseria per chi fosse......

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