
Bruciami
mio fuoco, travolgimi.
Consumami.
Ardi lingua e parole
su mani bagnate
di piaceri e voglie.
Avvolgimi
involucri di cuore
su pensieri impetuosi di stagnola.
Sollevami
dai macigni aspri e dolenti
che la vita mi butta addosso.
Sgretolami
scuotimi
sconfiggimi.
Liberami
dall'ansia bastarda
che assale l'idea del mio domani.
Riducimi polvere
spazzami via
disperdimi nel vento.
Libera

Crocifiggo me.
Wrote at 00:02
Nel freddo inferno
della mia Kiev,
città vuota che mi brucia attorno
crocifiggo me e
la mia voglia d'amarti.
Chiodi e schegge di vetro
lasciano sanguinare le mie mani
le avvolgo strette senza guardarle
con bende tessute da audaci sospiri
inondando col pianto guanti lisi di vita vissuta.
Sul mio corpo nudo
drappeggio noncurante
un velo di solitudine.
Lontana, troppo lontana
mi chiudo in un abbraccio impastato
di pelle, odore e calore.
23 Febbraio 2008

Cos'è un nome...
Wrote at 22:50
Da Romeo e Giulietta di Shakespeare
Non altro che il tuo nome mi è nemico.
Tu sei te stesso, anche se tu non fossi un Montecchi.
Oh prendi un altro nome! Che cos’è Montecchi?
Non è una mano, non un piede, non un braccio, non una faccia,
Nessun’altra parte appartenente ad un uomo.
Cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo rosa,
Chiamata con un altro nome, profumerebbe come dolce.
Così Romeo, se non si chiamasse Romeo,
Manterrebbe quella cara perfezione che possederebbe,
Senza quel nome. Romeo butta via il tuo nome;
E in cambio di quel nome, che non è parte di te,
Prendimi tutta.
Non so come dirti chi sono con un nome.
Il mio nome, caro santo, mi è odioso
Perché ti è nemico.
Se lo avessi scritto, straccerei la parola

Momenti
Wrote at 19:55

Sensazioni sconvolgono la mia mente
brividi pervadono il corpo
se le tue mani mi sfiorano,
e la tua bocca divora
ogni centimetro della mia pelle.
Desidero urlare:
ti amo
ti voglio
Adesso.
Passione di donna nello starti vicino.
Caldi sospiri si innalzano nell’aria
sfiorano le corde già tese della passione.
-Fermarsi…-
Non si può
la mente è cedevole,
il corpo uno strumento
nelle tue mani.
Le barriere già incrinate del mio Io
si disintegrano
goccia di cristallo sul duro marmo purpureo
delle tue labbra di Uomo.

Non ti chiamerò
Wrote at 13:36

Mi frughi dentro
alla ricerca di Te
ma, stanotte rimani lì
annaspando piacere
su lenzuola solitarie.
- Non ti chiamerò-
Bambola di morbida cera
mi sciolgo al tuo calore
dispensando orgasmi
che sanno di menzogna.
- Ti deluderò-
Soprammobile di carne
leccherò sul volto
coni gelidi d'ombra
e sale che brucia
sulle ferite aperte.
Ancora...

Sospiri d'Eco n°2
Wrote at 23:53
La mia lingua è punita
per i lunghi discorsi e i canti.
Sono ninfa ruffiana
e intrattengo gli Dei.
Era ha impastato sillabe morte
fra mie labbra
cancellandomi parole.
Per un'ultima volta l'avevo distratta.
Selvaggina per la caccia
Narciso, una tua freccia attendo
a trafiggere il mio cuore dolente.
Ti spio, ti raggiungo, tentenno.
Fruscio di vesti
piedi nudi sulla terra,
spaventato al nulla domandi
-Accanto a me chi c'è-
-Chi c'è...-
Eccomi mio unico Dio,
guardami, sono io.
Marionetta di carne che inciampa
nei tuoi pensieri crudeli.
Amo
Dispero
Muoio
Quando fuggi dalle mie mani
il tuo anatema di parole crude
azzanna il mio cuore
lasciandolo grondare.
"Che io muoia prima che sia di te"
"Che io sia di te"
Un soffio d'Eco ti investe
mentre il mio corpo infine si consuma
Nell'aria si liberano
sospiri di rimpianti
e amare tenerezze.
E se...

Strega
Wrote at 14:31

[....] Strega, le senti le voci nella testa muoversi nel limbo rosso dei pensieri, intonando il basso canto che da mesi ormai ti fa perennemente compagnia. Ascoltale, discole danzatrici impudiche che battono contro il muro della coscienza alzato dalla tua ragione cercando ad ogni modo di disintegrarlo.
Chiudi gli occhi, anima persa, tornando a baciare le fredde labbra di lui che con lentezza esasperante ti assapora, ignorando lo scorrere del tempo attorno ai vostri corpi distesi sulla pietra.
Lo avverti? Lui accoglie la morbidezza delle tue labbra, ne saggia la pienezza, avverte il loro strusciarsi lento, seguendo una malinconica melodia di carne e sapori, labbra su labbra in un gioco di specchi.
Esulta lui, come scosso da un refolo di energia, ansima. Lascialo fare, non fermare le sue mani... senti? Premono possessive sulla tua schiena, sfiorano il tuo capo e i tuoi capelli sciolti, prepotenti ti stringono cercando di fondersi nel tuo corpo.
Ecco. Le sue labbra non si muovono quasi, impercettibili colgono il frutto proibito donato dalle tue e lo ripongono dentro l'essere, cremisi mendicanti d'amore da secoli non vedono scellini di cuore, languide ingurgitano sensazioni d'altri tempi.
Un gesto repentino, dura appena un istante. Non ritrarti.
Brividi, scuotono il tuo corpo quando senti lui, reagire ai tuoi baci, ghiaccio che si scioglie al fuoco, morte che brama vita. Ti colpisce, affonda i denti sulla tua bocca morbida con violenza sopita.
Anela la consistenza e il sapore, il tuo sapore.
Sapore di donna, di femmina letale, di strega.
Non esitare adesso, la perversione dei sensi deve ancora giungere.
Alza le braccia, non farti pregare, intrecciale dietro il suo capo attirandolo su di te. Lascia che la tua mente turbini e che le tue difese si sgretolino di pari passo col tuo abbandono.
Gemi poi torna a baciarlo con più ardore.
Opprimenti voci ed ombre vorticano fra voi, insistenti. Non farci caso mia giovane amica, selvaggia ammaliatrice di uomini, dischiudi le palpebre per intravedere nell'oscurità il suo profilo, le sue ossa, la sua carne, le sue perle di sudore, rassicurati, è stretto a te.
Bacia.
Petali di sussurri getta sul suo collo, falli volare liberi sin dentro al suo orecchio.
Ricama la tela d'amore sino a renderlo spontanea vittima di un setoso destino.
Accoglilo, famelica carnefice di sospiri perduti. Prendilo.
E' il momento. La tua mente collassa in preda a sensazioni contrastanti, vaga tra il freddo glaciale che giunge sino alle fibre più recondite del tuo essere, ed il fuoco che brucia. Tutto diventa insostenibile e urli rabbrividendo di piacere.
Il tuo ansimo caldo giunge al suo orecchio, roco lamento, mentre la lingua continua a seguire la vena del collo dove un tempo il sangue di lui scorreva, a simboleggiare la vita. Freme la bestia sopita in lui, l'istinto animalesco che reprime col suo essere immortale. Voglia, desiderio, di suggellare questo istante rendendolo divino.
Non sei ancora sazia? Reclina il capo offendo il tuo collo ed alza una gamba piegandola verso la sua schiena per sottrarlo al mondo che te lo ha rubato. Strettamente addosso a te, ti appartiene.
Hai vinto Strega.
Crollano i tuoi muri, si rompono gli argini della coscienza ed i pensieri complicati si riversano nella mente dell'uomo eterno, compagno delle notti, come un mare in tempesta che batte sugli scogli.
All’unisono nell’agitazione del culmine avvertite una gamma infinita di suoni: lamenti, rantoli, muggiti, risate, grida, sospiri di amplessi di un miliardo di anime o tutto insieme o nulla e molto di più.
Una cacofonia di timbri d'angeli tintinnanti, dal fascino ipnotico e subdolo, sospinta da venti caldi e maligni soffia sui vostri corpi con passione e rabbia isterica; unita a volti, migliaia di volti, alcuni conosciuti da entrambi, altri mai visti. Vortici di idee e pensieri, vengono fusi nella simbiosi dell'essere. Giacete lì avvinghiati, sulla pietra nuda, mentre immagini di vana consistenza aleggiano sul vostro amplesso, fantasmi di donne, di uomini, di bambini di ogni età vi osservano, si muovono, appaiono, spariscono, godono, eclissati dall'umanità dei sensi, dalle urla di dolore e piacere.
Al centro dei pensieri, adesso puoi vederlo Strega, scoprilo insieme a me, osserva: le porte dell'abbandono spalancate e dopo di esse il nodo del Caos: corpi aggrovigliati senza forma nella mischia, amplessi che scorrono nell'irrefrenabile orgia della vita, gironi d'inferno, terra e mare che si dissolvono, stelle appuntate in angoli bui della coscienza, letti d'incontro fra morti ed i vivi in un tempo baldanzoso che non esiste, che scorre pazzo, lasciando le lancette fuori dal suo giro, ora che tutto è divenuto corpo, tutto è fisico e sensazioni, è arrivato ed è andato oltre.
Godimento che ha oltrepassato l'amore e la fisicità e ha scavalcato persino te strega, trappola provocante che da millenni colpisci l'integrità dei figli di Caino.

Sospiri d'Eco
Wrote at 00:53
Cacci nella tua riserva
tu delizia dei miei occhi,
ascolti se traspare, dal nulla, un rumore.
Ti scuoti, ti volti, domandi.
- Accanto a me, chi c'è?-
-Chi C'è-
Rispondo Eco, ma non odi.
Cerco di abbracciarti,
spaventato rifuggi
disgustato mi respingi.
Scorgi una polla,
l'acqua brama e rispecchia.
La tua immagine sorride.
Ammaliato da ella t'innamori.
-Io sono te-
Sussurra invitandoti.
-Lei è te.-
Sensualità e bellezza
desiderio di possessione
nella tua mente dilagano.
Squarci la tua essenza
Narciso d'amore,
struggi l'anima per guardarla.
Fissi il cielo per l'ultima volta,
sospiri d'Eco velati di cuore
- Se non ami me scivola liquido
in ella e lasciati morire. -
- Al tuo posto stringerò un fiore.-

Pizzo nero
Wrote at 20:51
Pizzo nero per coprire i miei occhi
per nascondere i pensieri
e lasciarmi andarare.
Abbandonata alle tue mani
alla sensuale morbidezza
del bocciolo di un fiore.
Per suggere fuggevole
senza arte né parte
nell'oblio della malìa
il caldo nettare del tuo Essere.
Pizzo nero per celare il mio sguardo
per impedire di perdersi oltre il buio,
Strisce di seta per legare le mie mani
per la paura di macchiare la purezza.
Legacci d'amore
per unirmi a te.
Che mi hai reso Geisha
senza chiedermelo
nel freddo dell'inverno.

L'amore di Sete
Wrote at 20:41
Neve cammina lungo il sentiero.
danza dea candida dai capelli di brina.
Da un’arpa arborea suonato è il passo adagio,
dita di piume pizzicano le fronde
occhi di ghiaccio sorridono a uccelli invisibili.
Poi apre le mani Neve,
abbraccia il bosco che la circonda,
soffia cristalli di baci malinconici
che brillando imbiancano ciò che incontrano.
Acqua riposa oltre la valle
eterna viandante di armonie profonde
trascinata dal suono segue l’adagio
spruzzando burrasche di trasparenti parole,
ondeggia il capo cercando i musicisti alati.
Ride poi cristallina e gioca coi cerchi
arrendendosi al desiderio che giunge
gocciola amore col suo canto
che copre scivolando il biancore di Neve.
Sete avido brama sia Acqua che Neve
adone arrogante immobile le attende
ignorando il volo cadenzato dell’adagio
cinge le loro chiome con primule e ninfee
celebrando l' unione non dando scelta.
Sazio di amarle entrambe
trafuga essenze di tempo dai loro corpi
raccogliendo baci gelidi e stille di cuore
con mani grandi arse dal sole.

La ballata della folle Brigitte
Wrote at 20:40

Avida ingurgita dall'aria Zagare
Brigitte danzatrice dei sette Veli
Cantilena nella notte cerca te: Uomo
Delizioso essere, quando la guardi Trema
Echidna di sviolinate lente e Sinuose
Fulgida serpe dai piedi scalzi che sciaccian granelli di Rugiada
Gira nella notte, l'immagine fuggita dal Quadro
Ha riso! Di te uomo, del tuo essere annichilito e Povero…..
Il brillare della luna, affila il suo volto ed un inutile Orpello
Lambisce e brilla il suo corpo ormai Nudo
Meraviglia del creato a te si Mostra
Nera adesso nella sua bontà. Tu vorresti Liberartene
Ogni istante ti domandi quanto folli siano le sue Ire
Perché dovresti intuire cos’Ha?
Quando lascia ogni tempo al suo Gioco
Ride, nuovamente, per come affronti la sua Follia
Sei il suo uomo ed è per questo che Esisti
T'aspetta vicino al fuoco, Danza
Unicamente per Compiacerti
Vorresti fermarla, ma ti Bacia!
Zittisciti ora! Poiché le Appartieni.

Clessidra
Wrote at 01:07

In un abbraccio di arida creta
scostandoti dalle mie mani
diventi sabbia grigia
Sgretoli pelle e cuore
e nei tunnel di vene secche
attecchiscono ragnatele
di pensieri polverosi.
A sguardo basso
conto i granelli di anima
li raccolgo con dovizia
per farne clessidra.
Con questo vetro fra le mani
e uno scatto di polso
posso rimanere al buio sdraiata
fissandomi statua coperta di apatia.
Misuro così,
senza un perchè,
il tempo del mio rimpianto.
6 Febbraio 2008

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