
[....] Strega, le senti le voci nella testa muoversi nel limbo rosso dei pensieri, intonando il basso canto che da mesi ormai ti fa perennemente compagnia. Ascoltale, discole danzatrici impudiche che battono contro il muro della coscienza alzato dalla tua ragione cercando ad ogni modo di disintegrarlo.
Chiudi gli occhi, anima persa, tornando a baciare le fredde labbra di lui che con lentezza esasperante ti assapora, ignorando lo scorrere del tempo attorno ai vostri corpi distesi sulla pietra.
Lo avverti? Lui accoglie la morbidezza delle tue labbra, ne saggia la pienezza, avverte il loro strusciarsi lento, seguendo una malinconica melodia di carne e sapori, labbra su labbra in un gioco di specchi.
Esulta lui, come scosso da un refolo di energia, ansima. Lascialo fare, non fermare le sue mani... senti? Premono possessive sulla tua schiena, sfiorano il tuo capo e i tuoi capelli sciolti, prepotenti ti stringono cercando di fondersi nel tuo corpo.
Ecco. Le sue labbra non si muovono quasi, impercettibili colgono il frutto proibito donato dalle tue e lo ripongono dentro l'essere, cremisi mendicanti d'amore da secoli non vedono scellini di cuore, languide ingurgitano sensazioni d'altri tempi.
Un gesto repentino, dura appena un istante. Non ritrarti.
Brividi, scuotono il tuo corpo quando senti lui, reagire ai tuoi baci, ghiaccio che si scioglie al fuoco, morte che brama vita. Ti colpisce, affonda i denti sulla tua bocca morbida con violenza sopita.
Anela la consistenza e il sapore, il tuo sapore.
Sapore di donna, di femmina letale, di strega.
Non esitare adesso, la perversione dei sensi deve ancora giungere.
Alza le braccia, non farti pregare, intrecciale dietro il suo capo attirandolo su di te. Lascia che la tua mente turbini e che le tue difese si sgretolino di pari passo col tuo abbandono.
Gemi poi torna a baciarlo con più ardore.
Opprimenti voci ed ombre vorticano fra voi, insistenti. Non farci caso mia giovane amica, selvaggia ammaliatrice di uomini, dischiudi le palpebre per intravedere nell'oscurità il suo profilo, le sue ossa, la sua carne, le sue perle di sudore, rassicurati, è stretto a te.
Bacia.
Petali di sussurri getta sul suo collo, falli volare liberi sin dentro al suo orecchio.
Ricama la tela d'amore sino a renderlo spontanea vittima di un setoso destino.
Accoglilo, famelica carnefice di sospiri perduti. Prendilo.
E' il momento. La tua mente collassa in preda a sensazioni contrastanti, vaga tra il freddo glaciale che giunge sino alle fibre più recondite del tuo essere, ed il fuoco che brucia. Tutto diventa insostenibile e urli rabbrividendo di piacere.
Il tuo ansimo caldo giunge al suo orecchio, roco lamento, mentre la lingua continua a seguire la vena del collo dove un tempo il sangue di lui scorreva, a simboleggiare la vita. Freme la bestia sopita in lui, l'istinto animalesco che reprime col suo essere immortale. Voglia, desiderio, di suggellare questo istante rendendolo divino.
Non sei ancora sazia? Reclina il capo offendo il tuo collo ed alza una gamba piegandola verso la sua schiena per sottrarlo al mondo che te lo ha rubato. Strettamente addosso a te, ti appartiene.
Hai vinto Strega.
Crollano i tuoi muri, si rompono gli argini della coscienza ed i pensieri complicati si riversano nella mente dell'uomo eterno, compagno delle notti, come un mare in tempesta che batte sugli scogli.
All’unisono nell’agitazione del culmine avvertite una gamma infinita di suoni: lamenti, rantoli, muggiti, risate, grida, sospiri di amplessi di un miliardo di anime o tutto insieme o nulla e molto di più.
Una cacofonia di timbri d'angeli tintinnanti, dal fascino ipnotico e subdolo, sospinta da venti caldi e maligni soffia sui vostri corpi con passione e rabbia isterica; unita a volti, migliaia di volti, alcuni conosciuti da entrambi, altri mai visti. Vortici di idee e pensieri, vengono fusi nella simbiosi dell'essere. Giacete lì avvinghiati, sulla pietra nuda, mentre immagini di vana consistenza aleggiano sul vostro amplesso, fantasmi di donne, di uomini, di bambini di ogni età vi osservano, si muovono, appaiono, spariscono, godono, eclissati dall'umanità dei sensi, dalle urla di dolore e piacere.
Al centro dei pensieri, adesso puoi vederlo Strega, scoprilo insieme a me, osserva: le porte dell'abbandono spalancate e dopo di esse il nodo del Caos: corpi aggrovigliati senza forma nella mischia, amplessi che scorrono nell'irrefrenabile orgia della vita, gironi d'inferno, terra e mare che si dissolvono, stelle appuntate in angoli bui della coscienza, letti d'incontro fra morti ed i vivi in un tempo baldanzoso che non esiste, che scorre pazzo, lasciando le lancette fuori dal suo giro, ora che tutto è divenuto corpo, tutto è fisico e sensazioni, è arrivato ed è andato oltre.
Godimento che ha oltrepassato l'amore e la fisicità e ha scavalcato persino te strega, trappola provocante che da millenni colpisci l'integrità dei figli di Caino.