Verginità - tratto da "all'ombra della morte"

.....Andai ed in un turbinio di sete e garza mi abbigliarono di bianco, seta d’oro ed una fusciacca scura, blu come la notte, lasciarono i miei capelli sciolti fino alla vita coperti da un velo leggero ed impalpabile fregiato da una catenella di smeraldi a coprirli. Era l’ora di andare dunque. Con occhi assenti osservavo la frenetica agitazione che mi circondava. Fui scortata lungo il corridoio fino alla soglia dell’appartamento, fui ispezionata per l’ultima volta poi con un cenno di approvazione fui lasciata senza una parola.
La porta si aprì in una camera in penombra dove ardevano due torce alte dieci piedi, una alla porta e l’altra ai piedi di un podio. Sulla pedana, rialzata d’un piede dal pavimento marmoreo sedeva il califfo. Portava una veste rossa bordata di pelliccia, un pugnale alla cintura tempestato di pietre ed un alto turbante. Lo fissai senza dir nulla, come in attesa, lunghi istanti di silenzio in cui mi permisi di osservarlo dall’alto in basso, se la cosa fosse stata a lui sgradita potevo esser messa in quello stesso istante al bando. Poi mi mossi lentamente verso di lui, continuando a fissarlo, fino a giungere a meno di un passo da egli; se avesse voluto avrebbe potuto spaccarmi il cranio, trapassarmi il seno con il pugnale, stringerme le mani attorno al collo.
Poteva ordinare con un gesto di abbandonarmi nell’eski serai, di farmi bruciare sul rogo, strangolare dai bostanji, sventrare a sciabolate dall’eunuco nero che stava oltre la porta, avvelenare da un odalisca quella notte o l’indomani, ma non fece nulla.
Parlai per prima e senza attendere il suo permesso, sfidai il suo volere senza averlo mai visto solo per il piacevole gusto del rischio.. “una preda valuta il suo nemico prima di sferrare un colpo nascosto, ma mortale” Imparai questa massima col tempo, ma quella notte osai, per fortuna….
Tutto fu rapido e cruento, io preferì cosi, lo eccitai, e lui godette in fretta alla vista del sangue sulle lenzuola candide. Accantonai in quell’istante la sensazione di gelo che mi diede toccarlo ed i brividi che scuotevano il mio corpo e assorbii ore dopo quegli eventi per un piacere perverso e solitario. Brividi e gelo non erano ciò che egli mi aveva dato, ma ciò che io donavo, e divennero parte di me, divennero la mia forza e il mio dominio notte dopo notte.
Se fossi stata libera, mi avrebbero di certo accusato di stregare e sarei morta sul rogo. Avevo trovato un uomo solo, assetato di conoscenza ed illusioni. Avevo trovato qualcuno che aveva lasciato la vita per donarsi come servitore a qualcuno di più potente, non scoprì mai cosa tormentasse i suoi incubi tutte le notti che vi dormii accanto, se erano demoni o semplicemente ombre o forse la più semplice della follie. Aveva paura di morire, aveva paura di perdere ogni potere, aveva paura come l’ultimo degli schiavi, aveva la mentalità di uno schiavo e per combattere il suo terrore usava la crudeltà, contro chiunque lo circondasse, usava la perversione che riusciva a cogliere nell’animo di ogni donna e la rivolgeva contro di loro per farle soffrire, ogni lacrima era un ansimo ed ogni sferzata di sangue un orgasmo.
Non lo temevo, non lo odiavo, lo disprezzavo. ...