Respira il mio sguardo
carico di bellezza e ardore
Amami nel sonno fra le stelle di trincea,
stringimi al petto e scaccia il gelo
che latrando morde le tue ossa.
Nell'interludio la cantatrice chinava il capo giovenile, pareva rimanere esanime come un simulacro, bianca nella selva degli strumenti, tra il moto alterno dei lunghi archi, forse inconsapevole del mondo che il suo canto in qualche attimo aveva trasfigurato.
A te
Ecco un bacio, profondo, intenso, mentre il veleno gioisce per la facile vittoria. Un ironico sorriso d'intesa, brevi pensieri per chi fu, miseria per chi fosse......