
Giunge la notte.
L'inverno soffia alle sue porte.
Piange vecchiaia
distrutta dal peso della vita.
Tempo che scorre
su sentimenti polverosi
nascosti agli occhi
da una mano scarna,
pelle avvizzita e grigia
come trama sottile
di un bozzolo lanoso
dove un corpo di donna sfiorito
china il capo in preda al pianto.
Scende la prima lieve neve.
Lieve.
Gioventù serena chiude gli occhi
colorando giorni odorosi di mare
e sogni adagiati su cuscini di piume.
Fra capelli costellati di fiori
fili di grano dorato
morbide e bianche le mani
Imperturbata riposa,
stringendo l'innocenza al seno
coi pensieri liberi che vagano lontano
ai giorni passati ed al futuro che verrà.
E’ nasce primavera
Dorme fragile allegria,
fra le braccia calde della madre
delicati i tratti dipinti sul volto
inconsapevole del mondo
che la può turbare.
Attende fiduciosa e pia
lo scorrere del tempo
poiché non conosce ancora
le tre età della vita.
Neve cammina lungo il sentiero.
danza dea candida dai capelli di brina.
Da un’arpa arborea suonato è il passo adagio,
dita di piume pizzicano le fronde
occhi di ghiaccio sorridono a uccelli invisibili.
Poi apre le mani Neve,
abbraccia il bosco che la circonda,
soffia cristalli di baci malinconici
che brillando imbiancano ciò che incontrano.
Acqua riposa oltre la valle
eterna viandante di armonie profonde
trascinata dal suono segue l’adagio
spruzzando burrasche di trasparenti parole,
ondeggia il capo cercando i musicisti alati.
Ride poi cristallina e gioca coi cerchi
arrendendosi al desiderio che giunge
gocciola amore col suo canto
che copre scivolando il biancore di Neve.
Sete avido brama sia Acqua che Neve
adone arrogante immobile le attende
ignorando il volo cadenzato dell’adagio
cinge le loro chiome con primule e ninfee
celebrando l' unione non dando scelta.
Sazio di amarle entrambe
trafuga essenze di tempo dai loro corpi
raccogliendo baci gelidi e stille di cuore
con mani grandi arse dal sole.